La proroga del credito d’imposta sulla carta per gli editori rappresenta una scelta strategica per la qualità dell’informazione e la politica culturale del Paese.
Lo sostiene la Federazione Carta e Grafica, che rappresenta una filiera industriale dal valore di circa 27 miliardi di euro, pari all’1,2% del PIL nazionale, esprimendo sorpresa per la mancata proroga del credito d’imposta sulla carta riconosciuto negli ultimi anni agli editori di quotidiani e periodici. La Federazione rivolge al Governo e al Parlamento un appello affinché vengano individuate in tempi rapidi le risorse necessarie a ripristinare questo fondamentale strumento di sostegno a un settore che sta affrontando trasformazioni strutturali e difficoltà economiche sempre più rilevanti.
La carta stampata rappresenta un presidio di autorevolezza
«La progressiva e talvolta indiscriminata digitalizzazione della società ha profondamente modificato il mondo dell’informazione, mettendo in crisi modelli di business consolidati e, soprattutto, la sostenibilità dell’informazione di qualità», dichiara Andrea D’Amato, Presidente della Federazione Carta e Grafica. «E la stampa su carta rappresenta un presidio di accuratezza, autorevolezza e responsabilità editoriale, oltre che del pluralismo».
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«Numerose ricerche scientifiche – prosegue D’Amato – evidenziano come la lettura su carta favorisca la comprensione e la memorizzazione dei contenuti, mentre quella su dispositivi digitali sia spesso più rapida e frammentata. Si tratta di un tema che ha ricadute rilevanti sulla qualità dell’informazione e, più in generale, sui processi di apprendimento e sullo sviluppo delle nuove generazioni».
«In quest’ottica – conclude D’Amato – il credito d’imposta sugli acquisti della carta non rappresenta soltanto un necessario sostegno economico all’editoria, ma una misura di politica culturale e sociale di ampio respiro. Un intervento che, auspicabilmente, andrebbe esteso al più presto anche al comparto dell’editoria libraria».
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