L’attenzione degli italiani nel mese di marzo si è concentrata in modo preponderante sulla salute di Papa Francesco. Il Pontefice ha infatti catalizzato il 30% dell’interesse informativo nazionale, mettendo in secondo piano tutti gli altri temi di attualità. L’interesse riservato all’attivismo internazionale di Donald Trump, per esempio, è stato quasi quattro volte inferiore, attestandosi a un modesto 8%. Sonno i dati dell’ultima rilevazione dell’Osservatorio Opinion Leader 4 Future, realizzato da Credem in collaborazione con l’Università Cattolica.
Selettività dell’attenzione
La ricerca, condotta su un campione di 5mila italiani tra il 3 e il 7 marzo 2025, colloca al secondo posto la condizione economica del Paese e l’inflazione (19%), seguite dalla guerra in Ucraina (17%). Mentre la questione migratoria è praticamente scomparsa dai radar (1%).
La politica americana, che pure riempie quotidianamente le cronache, non sembra destare grande interesse: solo l’8% ha citato gli sviluppi della nuova amministrazione statunitense come una delle tre questioni più rilevanti. Ancora appare marginale l’attenzione verso la guerra in Medio Oriente (5%), evidenziando una progressiva disconnessione dell’opinione pubblica italiana rispetto ai conflitti globali.

Questi risultati suggeriscono una forte selettività nell’attenzione del pubblico italiano, sempre più orientato verso argomenti di impatto immediato e personale, come la salute del Papa o la situazione economica del Paese, e sempre meno interessato a questioni di portata globale. Un fenomeno che riflette probabilmente l’iper-saturazione informativa e il progressivo disinteresse verso problematiche complesse e lontane dal quotidiano degli italiani.
L’importanza delle istituzioni mediali
“L’Osservatorio Opinion Leader 4 Future continua a crescere, rafforzando un progetto che da diversi anni si dedica all’informazione consapevole attraverso ricerca, divulgazione e dialogo”, ha dichiarato Luigi Ianesi, Responsabile Relazioni Esterne di Credem. “Ogni anno, notiamo un interesse crescente nel comprendere i meccanismi dell’informazione e nel partecipare a un dibattito costruttivo. Sempre più organizzazioni desiderano contribuire a rendere l’informazione uno strumento di consapevolezza e partecipazione attiva. Con questo spirito, proseguiamo il nostro impegno affinché l’Osservatorio diventi un punto di riferimento sempre più inclusivo, capace di attrarre persone e competenze per una divulgazione di qualità su temi fondamentali per la società”, ha affermato Luigi Ianesi, Responsabile Relazioni Esterne di Credem.
“Nonostante la crescente tendenza degli italiani (e non solo) a indirizzarsi verso canali informativi non professionali per conoscere i fatti e formarsi un’opinione, le istituzioni mediali tornano a essere interpellate nei momenti di instabilità e di crisi. L’abbiamo visto accadere più volte in questi anni e lo confermano i dati dell’ultima rilevazione dell’Osservatorio Opinion Leader 4 Future, da cui emerge una corrispondenza quasi perfetta fra l’agenda dei media e la mappa dei temi al centro dell’interesse e degli italiani”, ha commentato Mariagrazia Fanchi, direttrice dell’Alta Scuola in Media Comunicazione e Spettacolo (Almed) dell’Università Cattolica.
Per analizzare le sfide poste da un panorama informativo sempre più ridondante e per individuare gli spazi d’informazione capaci di contribuire al miglioramento della società e alla costruzione di una collettività più coesa e responsabile, l’Osservatorio Opinion Leader 4 Future ha organizzato il convegno “Molta informazione, poca consapevolezza. Gli effetti del sovraccarico informativo e i suoi antidoti”, che si svolgerà mercoledì 19 marzo 2025, presso la sede dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, in Largo Gemelli 1 a Milano (aula Bontadini – dalle h 15.00 alle h 17.00).
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