Gli italiani leggono i giornali? E quanto vendono le testate italiane nel 2026? L’andamento delle vendite e della lettura delle principali testate nazionali continua a riflettere una trasformazione profonda del settore della stampa, guidata dal cambiamento delle abitudini di consumo e dall’avanzata del digitale. Nel 2025, sono stati più di 30 milioni gli italiani che hanno letto o sfogliato un giornale, in formato cartaceo o replica digitale, pari al 57,6% della popolazione sopra ai 14 anni, secondo l’indagine Audicom 2025/III.
Ancora oggi, quindi, più della metà degli italiani mantiene una frequentazione attiva con la carta stampata, anche se c’è una costante contrazione in atto, già rilevata da Lelio Simi nel Report sul giornalismo digitale 2025: “In Italia negli ultimi tre anni, il tasso di decrescita delle copie vendute si è stabilizzato al -10%, una cifra nettamente superiore a quella del mercato globale dei quotidiani che è intorno al 4-5%”.
Ogni giorno si vendono 1,3 milioni di quotidiani
Nel primo semestre 2025 la vendita media giornaliera di copie (cartacee e digitali) dei quotidiani è stata di circa 1,3 milioni, confermando una tendenza al ribasso rispetto agli anni precedenti. In attesa dei nuovi dati a fine 2025, si conferma il calo rispetto al 2024, quando la media giornaliera era di circa 1,36 milioni di copie.
Confrontando gli ultimi dati di diffusione disponibili, pubblicati a marzo 2026 da Prima Comunicazione, tra gennaio 2026 e dicembre 2025, in testa alla classifica delle vendite resta il Corriere della Sera, con 208.605 copie (carta più digitale), in leggero aumento dello 0,31%. Alle sue spalle la Repubblica, seconda con 120.998 copie, in flessione dell’1,72%.
Terza la Gazzetta dello Sport, con 119.361 copie, in calo dell’1,25%. Scende anche Il Sole 24 Ore: -6,30% su dicembre, a 108.878 copie. In crescita invece Il Mattino, con un +5,69%, il Corriere dello Sport-Stadio (+3,47%), L’Unione Sarda (+2,37%), il Messaggero (+1,41%), QN-Il Resto del Carlino (+1,36%) e, sopra a tutti, il Fatto quotidiano, con un balzo di quasi dieci punti percentuali (+9,61%).
Gli uomini lo preferiscono digitale
L’integrazione tra carta e digitale è ormai prassi, con le testate d’informazione nazionale che adottano sempre di più modelli commerciali digital first, privilegiando quindi la promozione del giornale digitale rispetto a quello venduto in edicola, e introductory offer, le promozioni che attirano nuovi clienti offrendo loro un prezzo ridotto, una prova gratuita o un pacchetto speciale per un periodo limitato.
Audipress spiega che a scegliere l’edizione digitale dei quotidiani è soprattutto il pubblico maschile (53,9%), con la fascia d’età più vivace tra i 25–44 anni (35,8%). Il segmento dei giovani (14–24 anni) rappresenta il 15,7% e quello degli over 45 il restante 48,5%.
Quanti sono i giornalisti in Italia?
Il successo dei periodici
Settimanali e periodici, al contrario, attraggono prevalentemente le donne: i settimanali italiani coinvolgono 8,1 milioni di lettori, di cui il 67,4% donne e il 32,6% uomini, mentre i mensili raggiungono 7,2 milioni di lettori (55% donne). La frequenza di lettura dei settimanali si conferma elevata nel 51,6% dei casi e quella dei mensili mantiene una quota media del 41,8%, con una diffusione equilibrata tra le diverse fasce d’età.
La crisi strutturale della rete distributiva e la forte concorrenza digitale mettono in difficoltà gli editori tradizionali, costretti a reinventarsi con modelli di abbonamento, pricing innovativi e un sempre maggiore ricorso alle offerte digitali. Per mantenere la redditività e valorizzare l’informazione, l’attività editoriale è sempre più supportata da una strategia continuativa di ufficio stampa e ampio ricorso a soluzioni di brand journalism e brand extension, che porta gli editori a proporre anche corsi di formazione e viaggi.
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