Il destoking è una forma di finanziamento asset based, cioè collegato a un bene reale con funzione di garanzia, che permette alle imprese di trasformare la merce a magazzino (stock) in liquidità, utilizzandola come base per operazioni strutturate, come le cartolarizzazioni, invece di tenerla immobilizzato a bilancio. Una nuova possibilità di finanziamento, introdotta con la nuova legge annuale sulle Pmi (legge n. 34/2026), che entrerà in vigore il 7 aprile 2026 e che potrebbe interessare soprattutto le aziende del settore agroalimentare.
Cos’è il destoking e a cosa serve
L’articolo 8 della nuova legge modifica la “Legge cartolarizzazioni” (Legge 30 aprile 1999, n. 130), inserendo la possibilità di valorizzare i beni reali, con particolare riferimento alle scorte di magazzino, attraverso operazioni di destocking.
Con il destoking, il magazzino viene “smobilizzato”: in pratica l’azienda isola lo stock e i beni vengono ceduti o cartolarizzati in un veicolo che a sua volta emette titoli o ottiene finanziamenti garantiti proprio da quello stock. Così facendo, l’impresa trasforma una voce spesso pesante del circolante in liquidità, senza ricorrere a debito non garantito o a garanzie personali, mentre la banca emette un finanziamento su un’attività reale e liquidabile, anziché confidare nella sola capacità di rimborso dell’azienda.
A Cherry Bank la prima operazione italiana
Con la nuova normativa arriva anche l’annuncio della prima operazione italiana di destoking, come si legge sul quotidiano MF–Milano Finanza del 31 marzo 2026, in un’intervista a Giovanni Bossi, fondatore e Ceo di Cherry Bank: “Probabilmente in aprile comunicheremo al mercato la prima operazione italiana di quello che si chiama destoking. Saremo la prima banca italiana a utilizzare il magazzino per finanziare l’impresa”. Bossi spiega che le operazioni tipiche “vanno dai 5 ai 20 milioni di euro” e non sono adatte a tutte le imprese: possono andare bene per l’agroalimentare, “dove il magazzino ha un valore consistente e una rotazione un pochettino meno veloce, come ad esempio il formaggio o il vino”, ma non per la moda o per i prodotti elettronici.
L’opportunità di cartolarizzare vino e formaggi
Il destoking è particolarmente utile quando il magazzino è grande, con rotazione relativamente lenta ma valore ben definibile, come nel caso, per esempio, di formaggi a lunga stagionatura, vini, prodotti agroalimentari di qualità. Inoltre può intervenire quando l’impresa ha bisogno di liquidità ma il rischio generale di credito è elevato (tassi alti, aumento di procedure di composizione negoziata, ecc.), rendendo più difficile ottenere finanziamenti chirografari.
In questo modello, la banca non guarda unicamente al merito creditizio tradizionale, ma alla qualità e liquidabilità dell’asset sottostante: il magazzino diventa così il perno di una finanza più vicina all’economia reale, coerente con la stagione di tassi alti e maggior selettività del credito, che Bossi definisce “un’incertezza mostruosa”.
Dall’inventory financing al destoking
Il destoking si inserisce nel più ampio filone dell’inventory supply chain finance e dell’inventory financing, mercati che nel 2025 hanno registrato una crescita significativa a livello globale. Secondo Market Research Intellect, l’inventory supply chain finance ha raggiunto nel 2025 un valore di circa 11,6 miliardi di dollari, con una crescita annua intorno al 10–15% e forte concentrazione in Europa e Nord America. Mentre il più ampio mercato globale dell’inventory financing (prestiti e linee di credito garantite da magazzino) è stato stimato da Allied Market Research in 250 miliardi di dollari nel 2025, trainato da e‑commerce, complessità delle supply chain e necessità di ottimizzare il circolante.
Monetizzare gli stock accumulati post‑pandemia
In Europa, nel corso del 2025 sono stati emessi 252,3 miliardi di euro di titoli cartolarizzati, in crescita del 3% rispetto al 2024, con una quota crescente di strutture innovative legate a supply chain e asset industriali. Negli Stati Uniti, dove la finanza strutturata su magazzino è più matura (dai warehouse facilities per il retail alle linee inventory‑backed per automotive e consumer goods), le operazioni di destocking hanno trovato terreno fertile soprattutto nella grande distribuzione e nel retail, per monetizzare stock eccessivi accumulati dopo le distorsioni post‑pandemia, e nel comparto industriale, per finanziare working capital senza caricare ulteriormente il bilancio di debito, a fronte di tassi più elevati.
Per usare le parole di Giovanni Bossi, il destoking consente di far tornare finanziabili imprese che altrimenti resterebbero tagliate fuori dal credito tradizionale.
- Finanziarsi con vino e formaggi: arriva in Italia il destoking
- Un Etf sulla ricostruzione dell’Ucraina e uno sui droni tra i nuovi fondi comuni di investimento di marzo
- Quanto vendono i giornali italiani?
- Il 10% degli attacchi cyber mondiali colpisce l’Italia
- Solo 11 comunicati stampa su 100 funzionano: la sfida degli uffici stampa nel 2026
