Quasi l’80% dei giornalisti considera il comunicato stampa uno strumento fondamentale per svolgere il proprio lavoro e per la stesura degli articoli. Tuttavia, quattro comunicati su cinque finiscono nel cestino. È quanto risulta dall’indagine The Eye of Journalists on Pr, realizzata da Mediaddress e L’Eco della stampa, per analizzare lo stato della relazione fra chi fa i giornali e chi cura l’ufficio stampa per aziende private, enti pubblici e associazioni.
750 interviste ai giornalisti europei
L’indagine, realizzata a fine 2024, ha coinvolto oltre 750 giornalisti europei e testimonia il valore della relazione tra giornalisti e ufficio stampi in termini di reciproco interesse. In particolare, i giornalisti hanno confermato l’utilità delle comunicazioni che arrivano dagli uffici stampa e dalle varie agenzie specializzate per poter lavorare in maniera più accurata, veloce, affidabile. Al tempo stesso, l’ufficio stampa ha bisogno di far arrivare i propri contenuti al pubblico dei media e può farlo soltanto attraverso il lavoro dei giornalisti.
Dal punto di vista quantitativo, il primo dato che emerge dall’indagine è che il comunicato diramato dall’ufficio stampa per diffondere le notizie sui propri clienti è considerato una fonte attendibile dal 76% dei giornalisti, anche se ben 4 giornalisti su 5 dichiarano di leggere meno della metà dei comunicati ricevuti.
Il 70% dei comunicati stampa finisce nel cestino
I giornalisti scartano il 70% dei comunicati stampa dopo una rapida occhiata al titolo. Le ragioni principali sono le seguenti:
● non sono pertinenti 73%
● sono inutili per il mio lavoro 51%
● non mi interessano 45%
Il dato più significativo che emerge dalla ricerca è che il 90% dei giornalisti intervistati trova utile meno della metà dei comunicati letti. Addirittura quasi il 70% dei giornalisti ritiene utile meno di 1 comunicato stampa su 3. Il giudizio più severo mette insieme il 37% degli intervistati che non ne salva nemmeno 1 su 10. Al problema della targetizzazione sembra quindi aggiungersi un problema di qualità dei comunicati stessi.
Il tallone d’Achille dei comunicati stampa sembra essere la qualità dei contenuti. Le risposte evidenziano 3 ordini di problemi:
● Lo spam. Per il 77% degli intervistati la casella e-mail è “inquinata” da contenuti non pertinenti o considerati addirittura spam. Sotto accusa sono in particolare i titoli, fuorvianti e scelti per forzare l’apertura (55%).
● La qualità del contenuto. Il secondo problema è la qualità del contenuto: le informazioni sono spesso incomplete (65%) e lo stile troppo promozionale (42%). Quindi chi scrive evidentemente confonde il comunicato stampa con uno strumento di marketing.
● Il timing. Infine problemi di timing, con comunicati inviati troppo tardi rispetto ai tempi del giornale (21%) e, dato ancor più allarmante, la scarsa tempestività delle risposte degli uffici stampa (30%).
Dulcis in fundo, le note da matita rossa: l’11% dei giornalisti lamenta l’assenza di un link al sito dell’azienda o dell’ente da cui proviene il comunicato stampa. Peggio ancora, il 22% non trova nemmeno i contatti dell’ufficio stampa che lo ha inviato. Che vuol dire farsi male da soli. E, per chi paga il servizio di ufficio stampa, un monito a verificare la qualità complessiva dell’assistenza. Perché anche il mestiere dell’ufficio stampa richiede attenzione, sensibilità e competenze specifiche, che mal si conciliano con il dilettantismo.
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