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Quanto vendono i giornali italiani?

“Il numero di copie vendute da parte dei giornali italiani è in costante calo, mentre aumenta il peso delle copie digitali nelle vendite totali…”

Come se la passano i giornali? E soprattutto, come se la passano rispetto a prima? Per rispondere a queste domande, Lelio Simi nella newsletter #Mediastorm ha preso in considerazione i dati ADS del periodo gennaio-dicembre 2023, confrontandoli poi con i due anni precedenti.

Vendite complessive

Nel 2024 la vendita media giornaliera di copie (cartacee e digitali) delle testate monitorate è stata di circa 1,36 milioni, un calo del –7,1 % rispetto al 2023. Le copie cartacee ammontano a 1,10 milioni, anch’esse in calo del –9,4 % anno su anno e del –32,8 % rispetto al 2020. Invece, i formati digitali (replica dell’edizione cartacea) mostrano una lieve ripresa: +0,8 % rispetto al 2023 e +59 % in cinque anni.

Il peso del digitale

Nel segmento digitale, le prime cinque testate (Corriere della Sera, Il Sole 24 Ore, La Repubblica, Il Fatto Quotidiano e Gazzetta dello Sport) pesano circa il 60 % del totale copie digitali. Nel cartaceo, lo stesso raggruppamento raggiunge il 32–34 % del mercato. Il digitale a basso prezzo (10–30 % del prezzo pieno) tipico delle “introductory offer” è ormai predominante, ma compromette i margini e svaluta il prodotto, portando a un modello basato più sui dati raccolti che sul valore dell’informazione.

Prospettive future

Il calo complessivo del –9–10 % annuo accentua le inefficienze della rete distributiva, con edicole sempre meno informatizzate e tassi di resa troppo elevati (oltre il 30 %). Nonostante l’uso diffuso di digital a prezzo ridotto, solo pochi quotidiani (come Il Fatto Quotidiano e il Sole 24 Ore) puntano su modelli digital-first, e alcune testate di nicchia (es. Il manifesto) spiccano per una quota notevole di copie digitali a prezzo pieno. Se la crisi non viene affrontata seriamente, il settore rischia di perdere metà delle copie cartacee entro fine decennio, rendendo indispensabile una svolta strategica sul piano digitale, distributivo e delle politiche di prezzo.

La versione originale dell’articolo si può leggere qui.

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