
Per Litigation Public relations (Litigation PR) si intende la gestione della comunicazione d’emergenza o crisi in presenza di inchieste giudiziarie.
Quando un’azienda, un imprenditore o un manager sono coinvolti in un procedimento giudiziario – non importa se a torto o a ragione – la loro immagine subisce una forte esposizione negativa sui media. Accentuata dall’impreparazione a rispondere ad accuse impreviste, magari imprecise o totalmente infondate, in quanto gli stessi provvedimenti giudiziari sono imprevisti per loro natura.
Un buon avvocato e un buon comunicatore
Inoltre, all’impatto mediatico iniziale si aggiunge la durata dei processi, che in Italia è molto lunga: in media tra 5 e 6 anni per un procedimento penale. Questi vuol dire che, se non si attiva un sostegno sul piano della comunicazione, oltre a quello legale, e più precisamente della tutela della reputazione dell’impresa o del professionista coinvolto, si corre il rischio di subire una perdita di fiducia irreparabile e di compromettere la stessa continuità aziendale. Indipendentemente dall’esito che avrà il procedimento legale: perché nessuna assoluzione potrà mai ricostituire il capitale di relazioni, contratti, clienti disperso a causa di accuse che hanno circolato incontrastate per anni.
Il caso Parmalat e le Litigation PR
Il crac Parmalat fu una truffa per bancarotta fraudolenta perpetrata dalla nota società alimentare basata in provincia di Parma, a Collecchio, ed esploso nel 2003. Si tratta del primo caso di ricorso massiccio alle Litigation PR in Italia, date la dimensione della bancarotta, l’elevato numero di soggetti coinvolti e l’enorme eco mediatica della vicenda.
Come si scoprì in seguito, Parmalat aveva mascherato per anni le proprie difficoltà finanziarie, manipolando per anni i propri bilanci. La frode venne scoperta verso la fine del 2003 e rivelò un ammanco complessivo di quasi 14 miliardi di euro. Oltre all’azienda e ai suoi manager, l’inchiesta coinvolse le società di revisione che avevano certificato i bilanci aziendali e le banche che avevano partecipato alle varie operazioni di finanziamento di Parmalat sui mercati finanziari internazionali. I tanti soggetti coinvolti nel procedimento giudiziario avevano ruoli e responsabilità diverse, ma ci vollero oltre dieci anni perché i diversi filoni d’inchiesta giungessero a conclusione. Dieci anni durante i quali tutte le società indagate dovettero fare i conti con infamanti accuse di frode, devastanti per aziende che basano la propria credibilità su affidabilità e rigore, come appunto banche e società di revisione. Dieci anni durante i quali si è combattuta anche un’intensa campagna mediatica, che è risultata vincente per alcuni marchi e devastante per altri. Sostenere davanti ai media la correttezza di chi era vittima e non complice della truffa fu la chiave per preservarne la reputazione delle imprese durante tutte le fasi processuali: ed è esattamente questo lo scopo principale delle Litigation PR.
Sopravvivere al tribunale dei TG
Un’attività che, naturalmente, si esplica in piena collaborazione con l’azione svolta dagli studi legali che seguono il caso, ma hanno un orizzonte temporale completamente diverso: le battaglie legali si combattono con i tempi lunghi dei tribunali e l’obiettivo di uscirne vincitori dopo tre gradi di giudizio. Al contrario, la battaglia della reputazione si confronta con le scadenze strette dei telegiornali e gli shit-storm dei social media. Un contrasto stridente, che non può essere ignorato né dagli avvocati né dai comunicatori né, tanto meno, da chi quelle battaglie le vive sulla propria pelle: imprenditori e manager che devono continuare a restare competitive sul mercato, anche mentre sono sotto inchiesta.
Le Litigation PR in pratica
Un buon avvocato è quindi indispensabile nella gestione di una causa giudiziaria, ma non è sufficiente, perché i tempi dei processi hanno ricadute pesanti sulla continuità aziendale, indipendentemente dalla bontà dell’approccio legale. In parallelo al processo, infatti, sui media e i social media si combatte una campagna per contrastare il punto di vista dell’accusa, che ha sempre un peso mediaticamente preponderante, in quanto fonte primaria delle informazioni sui processi in corso. Inoltre, in assenza di una strategia di Litigation PR, i media non hanno accesso alle ragioni degli indagati e finiscono per costruire le loro cronache con la sola voce dell’accusa, creando un’idea di colpevolezza ben prima che venga emnessa qualsiasi sentenza.
Depotenziare l’ostilità degli stakeholder
È per questi motivi che diventa importante pianificare e realizzare tutte le possibili attività che permettono di depotenziare le accuse e di contrastare gli atteggiamenti di ostilità che possono nascere nei media, tra gli stakeholder e nell’opinione pubblica. L’intervento delle Litigation PR serve esattamente a questo: a far emergere il punto di vista della difesa all’interno della copertura mediatica, in modo da tutelare la credibilità e la reputazione dell’impresa. Inoltre, serve a rendere le notizie di parte più fruibili per l’opinione pubblica e a far comprendere a media e stakeholder le complessità procedurali e giuridiche.
Stampa Finanziaria ha svolto attività di Litigation PR in numerosi situazioni ad alto impatto mediatico e in ambiti diversi: dalla finanza alla difesa della proprietà intellettuale, dalle problematiche ambientali e di gestione dei rifiuti a contestazioni fiscali e amministrative, proprio a partire da numerosi incarichi legati al caso Parmalat.
I professionisti di Stampa Finanziaria affiancano le aziende clienti e i loro consulenti legali per adeguare i piani di crisis communication e per tutelare la reputazione aziendale verso i mass media, il web, la business community e l’opinione pubblica in generale.
